Scenario economico dell’ italia sfide della politica economica dell’ imprese

convegno Paolazzi

QUALCHE SPIRAGLIO DI LUCE NEL TUNNEL DELLA CRISI

 

Una rete di imprese sulla meccanica agricola e una di 12 aziende del settore mobile in stile per la produzione di modelli innovativi, oltre  al bando teso a premiare sette  intraprese giovanili del territorio, in collaborazione con Umbria-Export: queste le iniziative sull’AltoTevere annunciate  dal direttore generale Confindustria Umbria Aurelio Forcignanò a conclusione dell’interessante  conferenza sulla attuale scenario economico italiano, organizzato dal Lions tifernate.

Alla presenza dei sindaci di Città di Castello e Citerna Bacchetta e Falaschi, dei presidenti di AssoIndustriali e Fondazione Caricast Luchetti e Cesarotti, nella stupenda cornice del Salone dei Fasti di  Palazzo Vitelli a S.Egidio, introdotto dal Presidente del club  Alessio  Dorelli, il dr Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi di Confindustria, ha tracciato un quadro esauriente  e aggiornato della situazione, non più recessiva, ma ancora fortemente critica del Paese.

Secondo l’illustre relatore l’allarme è sempre rosso sia per quanto concerne  l’aumento dei disoccupati che per la continua chiusura di aziende (nonostante i tassi d’interesse più bassi della storia); ad onta del tracollo produttivo (-25%)  alcuni segnali  di ripresa s’intravedono specie in virtù dalla ricrescita USA, della  ripartenza dell’Eurozona, dal traino dei BRIC e dall’atteso calo del costo petrolifero.

In tale contesto da segnalare la tendenza imprenditoriale all’aumento del valore più che al contenimento dei costi con diversificazione produttiva, ampliamento dei mercati e finalizzazione a qualità/innovazione.

Sempre in tale ambito  molto concrete le proposte confindustriali che sollecitano  alla politica sia una terapia d’urto (restituzione debiti p.a. , cancellazione IRAP, diminuzione costi energetici) sia  le riforme strutturali (semplificazione, riorganizzazione p.a.) in grado  di concretizzare 316 miliardi  in 5 anni: l’alternativa  a tutto ciò è soltanto il declino.

Sotto il profilo dell’Umbria (178° su 268  territori censiti in Europa)  Forcignanò ne  ha stigmatizzato i punti critici(poca ricerca/formazione, bassa produttività e scarso peso export) al contempo  rimarcando una più spiccata (rispetto al  resto del Paese) propensione gl’investimenti, autentico spiraglio nel tunnel. La conferenza ha visto una presenza rilevante di pubblico a dimostrazione di quanto il tema sia attuale e sentito tanto dalle imprese quanto dalle famiglie ed operatori della cosa pubblica e di quanto interesse sia di capire da fonti autorevoli e qualificate.