Fake News tra disinformazione e misinformazione

È stato un onore ospitare ed ascoltare a Città di Castello uno dei suoi cittadini più illustri, esempio del giornalismo migliore, Sandro Neri, direttore del quotidiano “Il Giorno “. Giornalismo che persegue con etica deontologica non solo l’informazione vera, ossia quanto più aderente alla realtà dei fatti ma che cerca di ritrovare una sua identità e funzione non solo come strumento di conoscenza ma anche come mezzo di mediazione nella costruzione del discorso pubblico e di conseguenza mezzo di formazione di una società di qualità, accettando la sfida imposta dall’irrompere delle tecnologie elettroniche (dalla tv a internet) che hanno profondamente modificato le forme di acquisizione dell’informazione, abituando il pubblico a un consumo gratuito e rapido, che viene accettato anche quando questo comporti una navigazione di superficie e, dunque, la semplice parvenza della conoscenza se non addirittura un’informazione volutamente verosimile o falsa.

Un direttore che assieme al suo giornale sta cercando di riguadagnare pubblico partendo dai giovani, riportando la lettura del giornale in classe assieme agli insegnanti per trasmettere un modello autenticamente alternativo all’ideologia del clic, fornendo dunque tutto un apparato cognitivo che possa aiutare i giovani lettori a trasformare la notizia in vera informazione. Dunque abituare all’esigenza di avere da un giornale non solo notizie rapide e veloci e verificate come si possono avere su internet o i social ma anche approfondimenti, reportage, elaborazioni, analisi equilibrate, pluraliste ed organiche, insomma tutto ciò che serve a contestualizzare, sistematizzare, dare identità e spessore ad una notizia per trasformarla in cultura.

Questo processo va controvento perché, nella società della velocizzazione del consumo, richiede tempo ma è imprescindibile non solo per la sopravvivenza del giornalismo!

Grazie Direttore!